Porte Tagliafuoco REI: la guida per la tua sicurezza antincendio

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Porte tagliafuoco REI: normativa, certificazioni e manutenzione per una protezione antincendio a norma e sicura

Le porte tagliafuoco, note anche come porte REI, sono fondamentali per proteggere persone e strutture in caso di incendio.

Ma sai davvero cosa sono, come funzionano e perché è essenziale che siano sempre a norma?

Se non vuoi rischiare multe salate, problemi con l’assicurazione o, peggio ancora, mettere a rischio vite umane, continua a leggere.

Un caso emblematico in cui le porte tagliafuoco REI non hanno funzionato correttamente è l’incendio della Norman Atlantic nel dicembre 2014.

Pochi giorni prima della tragedia, durante un’ispezione in Grecia, erano stati riscontrati problemi alle porte tagliafuoco e alle certificazioni.

Questi malfunzionamenti hanno contribuito alla propagazione dell’incendio a bordo, causando vittime e feriti.

Ti spiegherò tutto ciò che devi sapere sulle porte tagliafuoco REI e su come assicurarti che siano sempre efficienti e conformi alle normative vigenti.

Cosa sono le Porte Tagliafuoco REI?

Le porte tagliafuoco REI sono dispositivi di protezione passiva ideati per contenere la propagazione di fiamme, fumo e calore durante un incendio.

Sono quindi fondamentali per contenere le fiamme ed evitare così che si propaghino a tutti gli ambienti di un edificio.

Il loro impiego è molto importante anche nelle vie d’esodo, perché sono progettate proprio per permettere una facile apertura da persone in fuga da un incendio.

Vengono classificate come porte REI, un acronimo che indica tre caratteristiche fondamentali:

  • R (Resistenza meccanica): capacità di mantenere la stabilità strutturale sotto l’azione del fuoco.
  • E (Ermeticità ai gas): capacità di impedire il passaggio di fumo e gas tossici.
  • I (Isolamento termico): capacità di contenere la temperatura sul lato non esposto all’incendio.

Le porte REI sono disponibili in diverse classi di resistenza al fuoco, misurate in minuti (REI 30, REI 60, REI 90, REI 120, REI 180), che indicano per quanto tempo possono garantire protezione prima di cedere alle fiamme. Ad esempio:

  • REI 30: resistenza fino a 30 minuti.
  • REI 60: resistenza fino a 60 minuti.
  • REI 90: resistenza fino a 90 minuti.
  • REI 120: resistenza fino a 120 minuti.
  • REI 180: resistenza fino a 180 minuti.

Dove si usano le Porte Tagliafuoco REI?

Le porte REI sono obbligatorie in molti ambienti, tra cui:

  • Aziende e uffici: per compartimentare aree produttive, magazzini e uffici.
  • Condomini e garage: per separare box auto e vie di fuga.
  • Ospedali e strutture sanitarie: per proteggere i pazienti in caso di emergenza.
  • Scuole e università: per garantire evacuazioni sicure.
  • Hotel e centri commerciali: per conformarsi alle normative antincendio.
  • Impianti industriali e magazzini: per contenere incendi in aree a rischio.

Normative sulle porte Tagliafuoco REI: cosa devi sapere

Le porte tagliafuoco REI devono rispettare precise normative di sicurezza. In Italia, le principali sono:

  • UNI EN 1634-1: standard europeo per la resistenza al fuoco e la tenuta ai fumi delle porte.
  • UNI 11473: norma che regola installazione e manutenzione.
  • D.M. 3 Novembre 2004: regola l’uso dei maniglioni antipanico sulle uscite di emergenza.
  • D.Lgs. 81/08 (Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro): impone l’obbligo di manutenzione regolare per garantire l’efficacia delle protezioni antincendio.

Inoltre, la UNI EN 16034/2014 ha introdotto l’obbligo di marcatura CE per le porte tagliafuoco a partire dal novembre 2019, modificando il precedente meccanismo di omologazione.

Questa norma introduce requisiti essenziali, tra cui la valutazione delle prestazioni relative al controllo della dispersione del fumo, rappresentando un’importante innovazione nel panorama delle norme sulla prevenzione degli incendi in Italia.

Manutenzione delle porte tagliafuoco REI: un obbligo di legge

Se hai una porta REI nella tua azienda, devi sapere che la manutenzione periodica è obbligatoria per legge.

L’articolo 64 del D.Lgs. 81/08 prevede che il datore di lavoro garantisca la funzionalità degli impianti antincendio, incluse le porte tagliafuoco REI.

Frequenza della manutenzione delle porte tagliafuoco REI

  • Controllo periodico: almeno ogni 6 mesi, come indicato dalla norma UNI 11473.
  • Manutenzione ordinaria: verifica della chiusura automatica, dello stato delle guarnizioni e delle cerniere.
  • Manutenzione straordinaria: riparazioni di danni strutturali, sostituzione di componenti usurati.
  • Collaudo: verifica della conformità secondo le normative vigenti.

Trascurare la manutenzione comporta sanzioni penali e amministrative, oltre a mettere a rischio la tua azienda e i tuoi dipendenti.

Cosa Rischi se Non Fai la Manutenzione alle porte tagliafuoco REI?

Non effettuare la manutenzione delle porte tagliafuoco non è solo un rischio per la sicurezza, ma può costarti multe salate e problemi legali.

Sanzioni e multe:

  • Secondo il D.Lgs. 81/08, la mancata manutenzione delle attrezzature antincendio può portare a multe fino a 6.400€ e arresto da 3 a 6 mesi in caso di gravi inadempienze.
  • Se un incendio si propaga a causa di una porta tagliafuoco non funzionante, il titolare dell’azienda potrebbe essere ritenuta responsabile penalmente e civilmente.

Problemi con l’assicurazione:

  • In caso di incendio, se le porte tagliafuoco non sono state controllate regolarmente, l’assicurazione potrebbe rifiutare il risarcimento dei danni.

Pericolo per i dipendenti e il pubblico:

  • Se una porta tagliafuoco REI non si chiude correttamente o non trattiene il fumo, potrebbe compromettere le vie di fuga e mettere in pericolo la vita delle persone.

Per evitare le sanzioni e mettere a norma il tuo impianto antincendio con le porte tagliafuoco REI richiedi subito una Consulenza Gratuita.

Errori Comuni nella Gestione delle Porte Antincendio (e Come Evitarli)

Molti imprenditori commettono errori nella gestione delle porte tagliafuoco REI, mettendo a rischio sicurezza e conformità normativa. Ecco i più comuni:

  1. Bloccaggio con cunei o estintori: capita spesso nei ristoranti, nei negozi e negli uffici, dove le porte vengono lasciate aperte per comodità. Errore grave! In caso di incendio, la porta non svolgerà la sua funzione di contenimento delle fiamme.
  2. Guarnizioni termo-espandenti danneggiate: con il tempo si deteriorano e vanno sostituite per mantenere la tenuta ai fumi.
  3. Chiudiporta rotti o difettosi: se la porta non si chiude automaticamente, non è a norma. Va riparata subito!
  4. Installazione scorretta: se una porta è stata montata male, la sua certificazione perde validità.
  5. Nessuna manutenzione registrata: in caso di ispezione dei Vigili del Fuoco, devi dimostrare di aver effettuato la manutenzione. Se non hai un registro aggiornato, sei nei guai!

Quanto costa la manutenzione delle porte tagliafuoco REI?

Molti imprenditori cercano di risparmiare sulla manutenzione, senza capire che affidarsi al manutentore meno caro può costarti molto di più in caso di sanzioni o incidenti.

Il costo della manutenzione delle porte tagliafuoco dipende da diversi fattori, tra cui:

  • Numero di porte da controllare: più porte hai, maggiore sarà il costo complessivo, ma spesso le aziende offrono prezzi più vantaggiosi per manutenzioni su grandi quantità.
  • Tipo di porta REI: alcune tipologie, come quelle scorrevoli o con sistemi di chiusura automatica, richiedono più interventi e test rispetto alle porte a battente standard.
  • Stato delle porte: se la manutenzione viene fatta regolarmente, i costi sono contenuti; se invece le porte non sono mai state controllate, potrebbero esserci riparazioni straordinarie costose.
  • Riparazioni e sostituzioni: la sostituzione di guarnizioni termoespandenti, cerniere, chiudiporta o serrature può aumentare il costo della manutenzione.

Ti offriamo una consulenza gratuita per capire:

  • Se il tuo impianto è a rischio
  • Se potresti prendere multe o chiusure in caso di ispezione.
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Porte tagliafuoco REI – Domande frequenti (FAQ)

Che cosa significa REI (o EI) per una porta tagliafuoco?

Indica i minuti in cui la porta mantiene le prestazioni al fuoco. Oggi, per le porte non portanti si usa “EI” (es. EI 60, EI 120): E = tenuta ai fumi/fiamme, I = isolamento termico. La vecchia sigla REI includeva anche la portanza (R), non pertinente per porte pedonali.

Qual è la norma di prova per certificare una porta tagliafuoco?

La resistenza al fuoco delle porte si determina con prove in forno secondo la norma UNI EN 1634-1. Il risultato assegna la classe (es. EI 30/60/90/120) riportata sui documenti e sulla targhetta del prodotto.

Quando serve la marcatura CE per le porte tagliafuoco?

Per le porte esterne resistenti al fuoco o al fumo la marcatura CE è obbligatoria in base alla EN 16034 (dal 2019, fine periodo di coesistenza). Per le porte interne resistenti al fuoco si applicano ancora le procedure nazionali di omologazione, salvo diverse specifiche.

Quali documenti devono accompagnare una porta tagliafuoco conforme?

Targhetta identificativa, dichiarazione di prestazione (DoP) o atto di omologazione secondo il regime applicabile, manuale d’uso e manutenzione, istruzioni di posa e, se CE, marcatura/etichetta conforme alla EN 16034.

Chi può installare correttamente una porta tagliafuoco?

L’installazione deve seguire la UNI 11473-1. È raccomandato rivolgersi a installatori qualificati con competenze certificate (UNI 11473-3), per garantire conformità, corretta posa e tracciabilità.

Ogni quanto tempo vanno fatte le manutenzioni e i controlli?

La manutenzione deve essere periodica secondo UNI 11473: controlli programmati (tipicamente almeno semestrali) e verifiche funzionali (chiudiporta, autochiusura, guarnizioni, serrature, maniglioni, allineamenti). Registra tutto sul registro antincendio.

Posso sostituire componenti (cerniere, chiudiporta, vetri) con equivalenti?

Solo se previsti dal costruttore o rientrano nel campo di applicazione estesa (EXAP) della certificazione. Componenti non equivalenti possono invalidare la classe al fuoco della porta.

Come riconosco una porta tagliafuoco a norma già installata?

Verifica la targhetta con classe e dati del produttore, la documentazione (DoP/omologazione, manuale), la presenza di guarnizioni intumescenti, il corretto funzionamento del chiudiporta e la chiusura automatica completa dell’anta.

La porta tagliafuoco deve chiudersi da sola? Il fermo a pavimento è consentito?

Sì, l’autochiusura è requisito essenziale: la porta deve restare normalmente chiusa o essere tenuta aperta solo da dispositivi omologati di trattenuta collegati all’impianto d’allarme (mai con cunei o fermaporta non autorizzati).

Che differenza c’è tra porta tagliafuoco e porta a tenuta di fumo (Sa/S200)?

La porta tagliafuoco è classificata EI per resistenza al fuoco; la tenuta ai fumi è un’ulteriore prestazione verificata con prove specifiche (UNI EN 1634-3) e indicata come Sa o S200. In alcuni impieghi è richiesta anche la classe di fumo.

Dove è obbligatorio installare porte tagliafuoco?

Nei varchi di compartimentazione antincendio e lungo le vie di esodo secondo progetto antincendio e regole tecniche applicabili. La scelta della classe EI dipende dal tempo di resistenza richiesto per il compartimento.

Quali sono le non conformità più comuni rilevate in verifica?

Guarnizioni mancanti o danneggiate, autochiusura inefficace, fermi porta non autorizzati, forature non consentite su anta/telaio, targhetta assente, componenti sostituiti senza equivalenza certificata, maniglioni non conformi.

Come devo registrare manutenzioni e controlli delle porte tagliafuoco?

Ogni intervento va annotato nel registro dei controlli antincendio (data, attività svolta, esito, ricambi usati). Mantieni la documentazione a disposizione per ispezioni e audit di sicurezza.

Posso verniciare o rivestire una porta tagliafuoco esistente?

Solo se previsto dal costruttore e compatibile con la certificazione: vernici/rivestimenti non autorizzati possono alterare le prestazioni o la reazione al fuoco delle superfici e rendere nulla la conformità.

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