Finalmente è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto 1 settembre 2021, conosciuto come “DECRETO CONTROLLI”. Il decreto, tra le altre cose, introduce la figura del tecnico manutentore certificato ed entrerà in vigore a un anno dalla sua pubblicazione, cioè il 25 settembre 2022.

Dico finalmente perché era davvero l’ora che si cominciasse a mettere ordine nel decennale vuoto normativo che affligge la categoria dei manutentori antincendio.

Tutto quello che riguarda attrezzature e impianti è anche fin troppo normato (bene così, per carità, la sicurezza non è mai troppa). Ma la figura del manutentore non è mai stato preso in gran considerazione.

Il manutentore antincendio, nei decreti e nelle norme esistenti negli ultimi anni, fondamentalmente non esisteva. Questo perché i decreti dicevano semplicemente che “il manutentore deve essere una persona esperta e qualificata”.

In sostanza, dicendo tutto e nulla, certo niente di specifico.

Questa poca chiarezza ha creato diversi problemi. A partire dal proliferare di molte micro aziende non professionali create dal nulla. Cloni l’una dell’altra, quasi sempre create da aziende esistenti.

In pratica, un dipendente un bel giorno litigava col titolare, pensando: “Io posso fare meglio di questo qua, tanto i clienti conoscono me!” A quel punto bastava creare una nuova azienda, e il gioco era fatto.

Infatti non occorreva nessun tipo di abilitazione speciale per poter aprire una nuova azienda di manutenzione.

Un vero e proprio delirio. Per manutenzionare una caldaia occorrono (giustamente) le abilitazioni e, invece, per mettere mano alle dotazioni antincendio che salvano vite non serve nulla? NO!

Anzi, non serviva nulla. Perché oggi il Decreto Controlli cambia tutto. È una vera e propria rivoluzione.

Ma prima di spiegarti cosa cambia, voglio brevemente raccontarti come funzionava…

Il problema del manutentore non era tanto quello di saper cosa fare e farlo bene, ma dimostrare di avere un qualche diploma.

Con un diplomino in mano, poteva dire al cliente: “Guarda qua, sono abilitato alla manutenzione di questi estintori e questi impianti! Puoi fidarti”.

Questo sistema consentiva di essere abilitato e competente secondo la legge. Essendo poco chiara la definizione del manutentore, occorreva una formazione che ne dimostrasse esperienza e qualificazione. Almeno formale.

Se, ad esempio, voleva abilitarsi alla manutenzione degli sprinkler, faceva un corso teorico di una giornata e riceveva il diploma abilitante. Senza passare per esami o verifiche.

La parte pratica? Inesistente!

Senza nessun prerequisito e senza nessun controllo, il manutentore antincendio era allo sbando. E non era neanche riconosciuto come una figura professionale vera e propria.

Con un risultato semplice, che vedo quotidianamente.

Il cliente finale, a parte rare eccezioni, non ha le competenze per capire chi ha di fronte. E nemmeno le competenze per verificare l’operato.

Da una parte c’è l’ignoranza degli imprenditori che delegano a caso, senza che sia colpa loro, per carità. Da un’altra, una normativa tecnica complessa e sempre in evoluzione.

Nel mezzo ci sono persone poco formate, che si arrangiano a fare le manutenzioni, a volte anche in modo scorretto pur di tirare a campare.

Aggiungiamo poi che per aprire un’azienda di manutenzione antincendio non c’è bisogno di alcun requisito.

Capisci che è un Far West di ditte di manutenzione poco serie, truffaldine e con manutenzioni non all’altezza degli standard minimi di sicurezza.

Con i danni che sono sotto gli occhi di tutti.

Per questo ho deciso di creare il Sistema Manutenzione Protetta, per garantire ai clienti la massima professionalità. Come? Semplicemente con la garanzia che, se ti becchi una multa o subisci dei danni da incendio per un malfunzionamento dell’impianto, paghiamo noi.

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Ora vediamo cosa cambierà nel mondo dell’antincendio con il Decreto Controlli.

Le micro aziende probabilmente spariranno, perché non avranno il budget per sostenere il percorso formativo per la qualifica, che diventa molto costoso. Ci sarà un bel po’ di selezione naturale.

Anche tante aziende che fanno manutenzione non come lavoro principale andranno a sparire, in favore di aziende più grandi e strutturate.

Almeno questo è quello che penso succederà. Vediamo invece cosa dice il Decreto Controlli.

Innanzitutto, il Decreto Controlli riporta e aggiorna le principali regole in materia di manutenzione e controllo periodico di impianti, attrezzature e sistemi di sicurezza antincendio.

Inserendo un elenco delle norme e specifiche tecniche di riferimento per verifica, controllo e manutenzione. E stabilisce che la sorveglianza è affidata ai lavoratori normalmente presenti e formati, mediante la predisposizione di idonee liste di controllo.

Ma la vera novità del decreto, come ti ho detto fin da subito, sta nell’identificazione della figura del tecnico manutentore qualificato.

Riporta infatti le modalità di qualificazione del tecnico manutentore in termini di docenze, contenuti della formazione, valutazione dei requisiti e procedure amministrative. Passando per una formazione teorica e pratica. E relativi esami.

Una commissione del Corpo nazionale dei vigili del fuoco rilascerà la certificazione. Che avrà ovviamente valenza nazionale.

I settori per i quali i tecnici manutentori dovranno dimostrare le loro competenze per poter proseguire a svolgere il loro lavoro sono così suddivisi:

  • Estintori.
  • Reti di idranti.
  • Porte e finestre apribili resistenti al fuoco.

Impianti e sistemi:

  • sprinkler.
  • rivelazione e allarme incendio (IRAI).
  • allarme vocale per scopi d’emergenza (EVAC).
  • evacuazione fumo e calore.
  • a pressione differenziale.
  • polvere.
  • schiuma.
  • spray ad acqua.
  • ad acqua nebulizzata (water mist).
  • estinguente a aerosol condensato.
  • a riduzione di ossigeno.
  • spegnimento a estinguente gassoso.

Inoltre indica che i percorsi di formazione del manutentore qualificato devono far acquisire competenze, conoscenze e abilità per eseguire:

  • controlli documentali
  • attività di manutenzione necessarie a seguito dell’esito dei controlli effettuati
  • controlli visivi e di integrità dei componenti
  • registrazioni delle attività svolte su supporto cartaceo o digitale
  • controlli manuali, funzionali o strumentali
  • attività di manutenzione secondo le norme e le procedure relative alla sicurezza e alla salute dei luoghi di lavoro e alla tutela ambientale
  • relazionarsi col datore di lavoro (o responsabilità dell’attività) in merito alle attività di controllo e manutenzione
  • coordinare e controllare l’attività di manutenzione

È quindi definito tutto il percorso di formazione, che sarà poi spiegato meglio nei dettagli e modalità nei prossimi mesi.

Ma soprattutto stabilisce che non basta seguire le lezioni per ottenere la certificazione di manutentore antincendio.

Tutti gli esami da affrontare.

La valutazione dei requisiti si baserà su conoscenze, abilità e competenze del tecnico manutentore. La valutazione sarà settoriale e specifica per ogni tipologia di impianto, attrezzatura o sistema di

sicurezza.

Un’apposita commissione d’esame di funzionari dei VVF farà la valutazione. Esaminerà il “curriculum vitae”, integrato da documentazioni comprovanti le attività lavorative e formative del manutentore.

Il manutentore dovrà poi sottoporsi a un esame diviso in tre prove.

Una scritta, per la valutazione delle conoscenze.

Una pratica, con simulazioni di situazioni reali operative per valutare, oltre alle abilità e competenze, anche le capacità relazionali e comportamentali, attraverso l’osservazione diretta durante l’attività lavorativa.

Una orale per approfondire eventuali incertezze riscontrate nelle prove scritte o per approfondire il livello delle conoscenze del candidato.

I manutentori che, alla data di entrata in vigore del decreto, svolgono attività di manutenzione da almeno 3 anni, sono esonerati dalla frequenza del corso. I già qualificati con certificazione volontaria o da commissione dei Vigili del Fuoco, dopo un corso in un ente accreditato, non dovranno seguire la formazione.

Potranno tutti chiedere di sottoporsi direttamente al percorso di valutazione. Ma dovranno ovviamente superarlo per poter continuare a lavorare.

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