I falsi allarmi sono una seria fonte di preoccupazioni. Non solo per i lavoratori e i datori di lavoro, ma anche per i vigili del fuoco e servizi di soccorso.

È come la storia di quello che gridava sempre “Al lupo! Al lupo!”. Il lupo non c’era e chi gridava voleva solo “simpaticamente” fare uno scherzo a chi correva in suo aiuto.

Finché poi il lupo è arrivato davvero, il soccorritore, stanco di farsi prendere in giro, non è intervenuto e chi gridava “Al lupo! Al lupo!” è stato simpaticamente divorato.

Se il tuo impianto di rivelazione scatta di continuo senza motivo magari non vuole prendere in giro nessuno. Ma certo rischi che un impianto sprinkler o schiuma si attivi in assenza di incendio. Divorando la tua azienda.

O magari rischi che i vigili del fuoco, impegnati su altri fronti, all’ennesimo allarme scattato senza motivo non intervengano subito. Lasciandoti come un povero c….e a guardare il capannone e l’azienda andare letteralmente in fumo.

Come abbiamo già visto in questo articolo, l’impianto di rivelazione fumi è fondamentale per prevenire e combattere gli incendi.

I sensori posizionati a soffitto sono molto sensibili, in grado di rilevare il fumo di un incendio in modo rapido ed efficiente.

Prima si rileva un eventuale incendio, più si limitano i danni alla struttura e alle persone. Per questo alcuni impianti sono programmati anche per chiamarti sul cellulare in caso di incendio 24 ore su 24.

Questo è il punto di forza di questi impianti. Ma ne è anche il punto debole. La sensibilità infatti può anche essere la causa di molti falsi allarmi.

Questo tipo di impianto è sicuramente tra i più odiati dagli italiani. Da una parte è importante per la tua sicurezza. Dall’altro può farti andare fuor di testa con quei fastidiosissimi falsi allarmi che scattano di continuo.

Purtroppo sia in fase progettuale che durante la vita di tutti i giorni l’impianto è quasi sempre percepito come un fastidio dal titolare dell’attività.

E se mal progettato o mal gestito può essere peggio di una tortura cinese! Alcuni addirittura, presi dalla disperazione, lo disattivano completamente o a strappano il cicalino che li disturba.

Ma in realtà la maggior parte dei sistemi di rilevazione e segnalazione incendi non causa problemi. O almeno non dovrebbe se ben tenuti e controllati periodicamente.

Ma quelli che causano falsi allarmi possono farlo ripetutamente e frequentemente. Per i motivi più svariati.

Perché scattano i falsi allarmi?

Ci sono molte cause purtroppo che possono far scattare il tuo impianto di rivelazione incendi in modo scorretto. Se avrai la pazienza di leggere, saprai quali sono e come risolverle. Facendo un passo in più per mettere in sicurezza il tuo lavoro e i tuoi soldi.

Ecco alcuni tra le più frequenti e probabili cause di falsi allarmi.

Segnalazione accidentale o in seguito ad un atto di vandalismo.

Il vetro a protezione del pulsante rosso che fa scattare tutto può essere rotto. Accidentalmente o volontariamente per un atto di vandalismo non importa. Può rompersi e inviare cosi la segnalazione alla centralina.

Durante la fase di progettazione dell’impianto o al momento di una ridistribuzione dei pulsanti per modifiche dei locali, devi porti alcune semplici domande per evitare questi episodi:

  • esiste una posizione migliore per i pulsanti?
  • ci sono misure da adottare come deterrente?
  • i pulsanti sono stati installati in una zona appropriata?
  • sono stati collocati in una zona soggetta a potenziali atti di vandalismo?

Ovviamente, non tutti gli ambienti di lavoro sono uguali. La tua azienda potrebbe essere un capannone, un ufficio, un ristorante, un hotel… insomma, in base a dove lavori dovrai magari adottare dei piccoli accorgimenti.

Pensa per esempio se l’impianto si trova in un magazzino. Le possibilità che l’allarme scatti accidentalmente sono più alte rispetto ad un ufficio.

Un muletto che trasporta la merce potrebbe urtare il pulsante, facendo scattare l’allarme e magari l’impianto di spegnimento. E così acqua o schiuma o un altro agente estinguente danneggia o distrugge tutta la merce. E addio soldi…

Quindi accertati sempre che l’impianto sia studiato e installato per funzionare ed evitare di farti perdere tempo e soldi.

Ma non sono solo i danni fisici a far scattare quei fastidiosissimi falsi allarme…

Segnalazione scaturita da rilevatori di fumo.

Un’altra causa dei falsi allarmi per gli impianti di rivelazione incendio è dovuta alle segnalazioni provenienti dai rilevatori di fumo.

Ora so cosa ti è venuto subito in mente. Ma non credere che funzioni come in tutti quei film a cui immagino tu stia pensando…

Ti chiedo subito: hai provato da solo a far scattare l’allarme con un test “fai da te” col fumo di una sigaretta? Ecco, probabilmente hai solo danneggiato quel povero sensore.

Esistono prodotti certificati appositamente per fare queste operazioni, lascia stare le sigarette!

Molto spesso queste “false” rilevazioni sono causate principalmente da inquinanti atmosferici, fumi di cottura, vapori, polveri e addirittura insetti.

Devi stare attento e comportarti tenendo ben in mente questi aspetti. E soprattuto devi informare tutti i lavoratori che operano in locali protetti da un impianto di rilevazione.

Devono conoscere le caratteristiche dell’impianto in modo da non causare falsi allarmi e lavorare in piena sicurezza senza interruzioni che potrebbero anche causarti gravi danni.

Danni che potresti ritrovarti ad affrontare se progettista e installatore non hanno valutato correttamente il giusto impianto di rilevazione incendi per la tua azienda. Credimi, succede più spesso di quanto pensi.

Perché a volte chi progetta e installa non ha il polso su cosa succeda ogni giorno in un’azienda. Né come vive e invecchia un impianto antincendio negli anni nei vari tipi di locali diversi.

Un manutentore invece conosce bene l’impatto dell’ambiente sugli impianti. Soprattutto tutto quello che può succedere nel lavoro di tutti i giorni.

Ecco perché il suo contributo è fondamentale. Se vuoi controllare i tuoi impianti di rivelazione incendi clicca subito questo link per richiedere una consulenza gratuita.

Hai il rilevatore adatto al tuo locale?

Non mi stancherò mai dirlo. Devi scegliere il rilevatore adatto al locale o alla zona da proteggere. È fondamentale.

Quale è il rilevatore di fumo adatto per una cucina professionale? Fumi e vapore di una lavastoviglie o un tostapane sono all’ordine del giorno, il cuore della cucina. Ma possono attivare il sistema di allarme.

Ti servirà quindi un impianto che con dei rilevatori di calore posizionati in punti strategici e collegati al sistema di allarme. Così potrai ridurre la possibilità di falsi allarmi.

E questo solo per farti un semplice esempio.

 

Poi c’è quella maledetta centralina di controllo. Sicuramente le persone cercano di evitarla, è complicata tra password e segnali strani. Anche un semplice reset diventa spesso un incubo per chi come te dovrebbe usarla.

Però devi affrontarla e gestirla. Devi farla collocare in luogo costantemente presidiato. Solo così il personale potrà tenerla sotto controllo. Ma non deve stare lì a guardarla impalato come un pesce lesso.

Ricordati che è molto importante che l’addetto alla lettura delle segnalazioni sia opportunamente formato sul tipo di segnalazioni e sul funzionamento della centralina. Deve capire cosa guarda.

Il tuo sistema di allarme antincendio risponde alle tue esigenze?

Devi assicurarti poi che il tuo impianto risponda ai requisiti imposti dagli ambienti di lavoro e dalle lavorazioni in esso svolte.

Un’operazione che però non deve fare solo a monte il progettista.

Se farai delle modifiche ai locali della tua azienda, l’impianto potrebbe non essere più adatto alla protezione degli ambienti.

Perde d’efficacia sicuramente, potrebbe non essere più a norma, essere del tutto inutile o, ancora peggio, dannoso. Con malfunzionamenti che possono causare i falsi allarme.

In questo caso, oltre ad una nuova distribuzione diversa dei rilevatori presenti, dovrai fare anche valutare la possibilità di un aggiornamento del rischio incendi.

Non sottovalutare mai questo aspetto. Magari pensi di risparmiare qualcosina. D’altra parte hai già speso i soldi per la ristrutturazione e non vuoi spenderne altri per adeguare anche i rilevatori.

Che potrebbe mai succedere?!

Succede che i falsi allarmi possono trasformarsi in un serio problema finanziario per te che sei il datore di lavoro.

Non solo per un’eventuale sospensione temporanea dell’attività lavorativa. Cosa comunque non da poco, soprattutto di questi tempi.

In alcuni casi, i falsi allarmi possono portare anche allo spegnimento di macchinari in seguito ad un sezionamento dell’alimentazione elettrica.

Ed è ovvio che l’allarme può scattare senza motivo e attivare l’impianto di spegnimento. E come ti ho già detto, potrebbe danneggiare i clienti di un hotel o la merce di un magazzino. In pratica un disastro.

Una corretta progettazione dell’impianto, insieme ad un’idonea formazione del personale addetto, possono ridurre al minimo la probabilità che questi fenomeni si verifichino.

Oltre a questi casi, ci sono poi tante altre cause di falso allarme, così come riportato sul sito della CEA (Comitè Europèen des aAssurances):

  • condizioni ambientali come fumi caldi delle cucine o elevata velocità dell’aria (climatizzatori)
  • guasti meccanici ed elettrici dovuti a corrosione, vibrazione, urti, roditori
  • manutenzione e collaudo eseguiti senza le dovute precauzioni per evitare l’attivazione delle sirene e degli attuatori (valvola gas,
    evacuatori, chiusura porte antincendio)
  • fenomeni elettrici (fulmini o sovratensioni) o interferenze
  • manutenzione inadeguata
  • accumulo di sporco e polvere all’interno di un rivelatore o l’ingresso di insetti
  • attivazione accidentale di pulsanti allarme incendio
  • cambio di destinazione d’uso dei locali post installazione.

E se non ti bastassero tutti questi motivi per far controllare il tuo impianto di rivelazione incendi (che magari sta lì a fare la muffa) sappi che ci sarebbero anche le normative a metterti in guardia.

Come sempre, la legge è chiara…

…e molto precisa. Stabilisce addirittura il numero accettabile di questi falsi allarmi.

Entrando un po’ nel dettaglio, secondo la normativa BSI, n. 5838, per essere di livello accettabile un rivelatore dovrebbe lanciare falsi allarmi non più di 0.1 volte l’anno.

Cioè uno una volta ogni 10 anni. Cioè, MAI.

E se un rivelatore, regolarmente controllato e di ottima qualità, presenta un tasso più elevato, la normativa chiede di avviare una specifica indagine.

Solo così potrai capire se la causa è legata al rivelatore in sé, oppure è dovuta ad un’installazione fatta male. Oppure ancora a una scelta non appropriata del rivelatori nei confronti dell’ambiente.

Sei tra quella sfortunata parte di italiani che ogni giorno deve combattere con centraline difettose, rilevatori impazziti e falsi allarmi che li perseguitano di continuo? È il momento di dire basta!

Contattaci subito per richiedere una consulenza gratuita e risolvere finalmente tutti i problemi del tuo impianto di rivelazione incendi.