Il miglior impianto antincendio per la tua azienda è semplicemente quello devi installare per legge. È molto semplice. Ma in realtà anche nell’antincendio c’è una continua innovazione. Come quella che ha portato agli impianti water mist.

Già, perché in questo settore non sono aggiornate continuamente solo quelle maledette norme, a cui devi stare dietro per non beccarti multe e sanzioni.

Anche la tecnologia per spegnere gli incendi fa sempre passi avanti. Offrendo nuove possibilità per rendere più efficiente il tuo sistema antincendio.

Certo, a patto che tu conosca bene le nuove norme a riguardo (già, perché nuove tecnologie significa anche nuove normative da aggiungere alle vecchie…).

Ma, e direi soprattutto, che tu ti affidi a installatori che sanno quello che fanno e a manutentori attenti e sempre aggiornati sulle norme. E che magari si parlino tra di loro, facendo i dovuti passaggi di consegne.

Ma ti anticipo un segreto.

Potresti avere entrambi i servizi in un’unica azienda, azzerando quasi completamente i problemi di installazione e gestione. Ma magari ne riparleremo dopo…

Comunque, tornando a noi, credo che la scelta dei giusti professionisti sia l’aspetto fondamentale. Per la tua tranquillità e per la tua sanità mentale.

Immagino che tu debba gestire un’azienda o amministrare dei condomini. Ci sono tanti problemi e rotture di scatole che devi affrontare tutti i giorni. Sarai d’accordo se cerchiamo di evitarne qualcuna, che dici?!

Partiamo per esempio dal non dover leggere manuali noiosissimi su questi impianti water mist.

Vediamo allora che cosa sono, come funzionano e quando è il caso di installarli.

Un impianto water mist utilizza come agente estinguente l’acqua, l’elemento più elementare e diffuso. E che ultimamente è stato rivalutato e sempre più usato contro gli incendi.

Potremmo definirli come parenti dei più tradizionali impianti sprinkler. Come loro, hanno una serie di testine che erogano acqua in caso di incendio, ma con una differenza sostanziale naturalmente.

L’acqua esce nebulizzata e non in gocce.

Sono 4 i principali vantaggi di questi impianti:

  • basso consumo di acqua
  • tubazioni di diametro ridotto
  • rapidità di istallazione
  • adatti in ambienti con poco spazio per le riserve di acqua

Questi impianti antincendio sono poi classificati in base alle pressioni di esercizi.

Per installazioni ad alta pressione si parla di 80/100 Bar.

Mentre per quelle a bassa pressione, si parla di pressioni fino a 15 bar.

L’impianto essenzialmente è costituito da un gruppo di pressurizzazione o da bombole in pressione, una linea di distribuzione, testine con un elemento termo sensibile, come negli Sprinkler,e ugelli erogatori. Sono proprio questi ugelli a rendere particolari questi impianti.

Erogano infatti l’acqua con getto nebulizzato. Creano così un effetto nebulizzazione, una sorta di nebbia (mist), come quella emessa da una vaporiera.

Mentre lo sprinkler ha uno spegnimento a gocce corpose di dimensioni più grandi, il Water Mist usa micro gocce.

L’acqua erogata in gocce accelera il processo di raffreddamento sulla fiamma e satura l’ambiente abbassando il livello di ossigeno.§

Perché questa nebbiolina è così adatta a raffreddare l’incendio in velocità?

L’acqua così microscopica si sostituisce all’ossigeno, che altrimenti alimenterebbe la combustione. Le tubazioni sono piccole proprio perché le pressioni sono alte, per permettere la nebulizzazione.

Essendo più piccole le goccioline, sono ovviamente più numerose e ci sarà così una superficie di reazione più grande. Proprio attraverso questa superficie passa lo scambio termico, con il quale viene assorbito il calore prodotto dal fuoco.

L’acqua è l’agente estinguente con la maggior capacità di assorbimento del calore. Agisce come una spugna, per questo gli impianti water mist sono così efficaci.

Il secondo effetto durante lo spegnimento è l’inertizzazione.

Con l’evaporazione l’acqua aumenta il suo volume, generando la rarefazione dell’ossigeno nell’ambiente. È lo stesso effetto che si ha con gli impianti a gas inerte.

Poiché l’evaporazione di acqua è localizzata vicino alle fiamme, si ottiene una consistente riduzione di ossigeno intorno alla fiamma. Esattamente dove serve.

Il terzo effetto è costituito dalla separazione.

Tutte queste goccioline che si trovano nell’aria riducono la diffusione del calore, rendendo più difficile l’espansione dell’incendio verso altre zone. Le goccioline microscopiche assorbono e riflettono il calore evitando il fatale effetto flash over. È il momento in cui l’incendio raggiunge temperature tali che tutti i materiali presenti raggiungono la temperatura di auto innesco.

In poche parole, la fine del tuo capannone.

L’installazione di questi impianti può evitare scene come questa. Un water mist spegne la fiamma riducendo l’ossigeno intorno e limitando la propagazione dell’incendio. Con il vantaggio ulteriore di usare meno acqua.

Sono aspetti molto importanti. Per la vita delle persone ma anche dei soccorritori. Le temperature più basse e meno fumo facilitano sicuramente le attività di soccorso.

Puoi anche abbinare il tuo impianto water mist a un sistema di rivelazione fumi. Per l’alimentazione si possono usare gruppi di spinta a pistoni, azionati da motori elettrici, diesel o entrambi.

Le unità di pompaggio prendono l’acqua direttamente dalla rete idrica o da piccole riserve, perché hanno bisogno di meno acqua rispetto agli sprinkler. Un grande vantaggio, specialmente dove non c’è spazio, come in archivi o edifici storici di cui l’Italia è piena.

C’è poi un secondo tipo di impianto, con lo stoccaggio dell’acqua in batterie di bombole pressurizzate.

Quando il sistema si attiva, i recipienti d’acqua sono pressurizzati con l’avviamento di bombole con all’interno azoto come propellente. Entrano così in pressione e vanno in distribuzione.

In confronto ai sistemi a gas, che hanno un funzionamento simile, in questo caso non c’è bisogno di modifiche al locale. Non è necessario il door fan test, non devi sigillare il locale e non servono serrande di sovra-pressione. Bisogna solo posare le tubazioni e il gruppo di spinta.

Sono aspetti molto importanti da prendere in considerazione, soprattutto per quanto riguarda i costi. È ovvio che gli impianti water mist sono di più facile installazione rispetto a un impianto a gas, mantenendone però i vantaggi simili.

La tecnologia water mist si può installare in vari ambienti. Dall’ambito navale a quello civile, come uffici, archivi, biblioteche, chiese, per la protezione dei macchinari, nell’impiantistica, nei tunnel di cavi, data Center. Tutti ambienti in cui si trovano però rischi bassi e ordinari.

In ambito civile, nei parcheggi multi-piano e garage sotterranei sono sempre più diffusi i sistemi antincendio Water Mist.

Sono infatti una valida alternativa ai sistemi sprinkler, dimostrando anche una maggiore efficienza. I protocolli prevedono autorimesse chiuse, prive di sistemi di parcheggio automatico e in cui le auto non sono sovrapposte o impilate con sistemi di sollevamento.

L’impianto Water Mist dovrà essere progettato e installato anche in base di un’attenta valutazione delle condizioni ambientali e architettoniche dell’autorimessa. Bisogna valutare ad esempio se l’autorimessa è a rischio gelo o se sono presenti ostruzioni, come condotte di areazione o apparecchiature di illuminazione.

Questi aspetti non sono trattati nei protocolli di prova, ma sono tipicamente indicati nel manuale DIOM (Design, Installation, Operation, Maintenance) rilasciato dal produttore della tecnologia.

Dovrai quindi farli valutare al momento del progetto, avendo dalla tua parte un progettista e, meglio ancora, anche un manutentore antincendio con esperienza di questi impianti.

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A livello progettuale le cose sono però un po’ più complicate.

La differenza con gli impianti sprinkler sta proprio nelle prestazioni. Per l’impianto sprinkler è sufficiente seguire la norma progettuale UNI 12845 per raggiungere il risultato desiderato. Cioè per avere un impianto sicuro, efficiente e a prova di controllo.

Invece per l’impianto water mist le cose cambiano.

Le normative di riferimento sono: la UNI CEN TS 14972 e la NFPA 750.

Ma in realtà ogni produttore ha un proprio impianto specifico con ugelli diversi.

Occorre conoscere e valutare le prestazioni dimostrate dall’impianto dal dato produttore per quella installazione.

Serve quindi una progettazione unica per ogni installazione.

C’è anche il caso di produttori che hanno effettuato con un ente terzo le prove sul campo. Oppure il caso in cui per una data applicazione specifica ci sia un solo produttore che ha effettivamente testato il proprio impianto.

Questa è una delle limitazioni più rilevanti nel sistema, oltre ai costi. Il produttore deve provare tutto insieme: tubazioni, pompe accessorie, per lo meno per gli impianti ad alta pressione.

Esistono norme di riferimento che definiscono i protocolli di prova, procedure di prova standardizzate, per parcheggi di auto, uffici, scuole, camere di albergo e vari altri.

Come tutti sistemi proprietari, i produttori sono un po’ contrari a fornire informazioni dettagliate sui propri prodotti. Questo ha contribuito in modo negativo alla diffusione degli impianti water mist, che sono in effetti un po’ particolari.

Per i progettisti è importante conoscere i protocolli di prova, scelti dal produttore, conoscere i Fire Test condotti e saperli anche valutare. Ovviamente poiché il progettista firma il progetto, deve lavorare col produttore e con il manutentore nell’ambito della progettazione.

I sistemi water mist hanno un ruolo importante e saranno sempre più conosciuti e diffusi. Ma soprattutto testati e accettati da tutti gli attori della prevenzione incendi, a partire dai Vigili del fuoco.

L’esperienza dell’uso su incendi reali ne sta confermando l’efficacia e avranno un ottima diffusione nel tempo, perché hanno vantaggi da sfruttare in molte situazioni diverse.

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In questo modo non avrai problemi di dover gestire aziende diverse (che magari neanche comunicano tra loro) e sarai garantito contro i problemi di eventuali malfunzionamenti.

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