Finalmente l’estate e finalmente puoi cominciare a uscire in mare con la tua barca. O approfittare di gite in traghetto o crociere. Insomma, è ora di prendere il largo.

Ma quando si va per mare bisogna sempre farlo in sicurezza. Puoi trovarti in diverse situazioni di pericolo e una di queste potrebbe essere proprio un incendio.

Secondo recenti dati statistici, gli incendi sono la terza principale causa di gravi danni a carico delle imbarcazioni.

Un incendio a bordo è sempre una situazione di grave emergenza. Se non ben controllata, può mettere seriamente a rischio l’imbarcazione, la vita delle persone e l’ambiente circostante.

Per poter fronteggiare efficacemente un incendio, il personale di bordo deve avere una formazione di base in materia.

Ed è anche indispensabile, oltre che obbligatorio per legge, che ci siano sempre dispositivi e sistemi antincendio efficaci e funzionali.

La normativa antincendio prevista per le navi da diporto è abbastanza rigida, per garantire la sicurezza dei passeggeri. Anche in caso di gite brevi e non distanti dalla costa.

Con un sistema di prevenzione in piena efficienza puoi ridurre i rischi per la vita, per la nave ed il suo carico e per l’ambiente.

I sistemi di sicurezza antincendio sulle imbarcazioni

La protezione antincendio a bordo delle imbarcazioni può avvenire per mezzo di appositi sistemi di rilevazione, estinzione e compartimentazione o contenimento.

La SOLAS (Safety of Life at Sea), convenzione internazionale per la salvaguardia della vita umana in mare, definisce le norme per gli impianti antincendio in ambito nautico.

Definisce così le differenti tipologie di sistemi da utilizzare in funzione delle caratteristiche dell’imbarcazione.

A bordo dovranno quindi necessariamente essere presenti vari elementi.

Un sistema di rivelazione

Opera sia nelle condizioni che possono provocare l’innesco, sia nel caso vi sia un incendio già in corso.

Si usano rilevatori con principi di funzionamento adatti alle differenti tipologie di incendio:

  • Fumo: il cui impiego è preferibile in quanto il fumo rappresenta la prima fase dell’incendio. Sono adatti per incendi a combustione lenta.
  • Temperatura: emettono un segnale acustico di pericolo proporzionale alla velocità di crescita della temperatura a bordo. Sono adatti per incendi a combustione veloce.
  • Fiamma: sensibili ai raggi ultravioletti ed infrarossi emessi dalle fiamme e dai corpi incandescenti. Sono quindi efficaci solo quando il fuoco si è già sviluppato.

Un impianto di estinzione, manuale o automatico.

Quelli mobili consistono in vari tipi di estintori:

  • portatili di massa inferiore ai 20 kg, idonei per piccoli incendi localizzati, a polvere chimica, CO2, acqua o schiuma.
  • carrellabili con massa fra i 30 e i 150 kg, idonei per incendi di medie proporzioni (classe A e B), a schiuma o CO2.
  • di tipo semi-fisso: sistemi a schiuma meccanica che per il funzionamento devono essere collegati all’impianto antincendio principale, per ricevere l’alimentazione d’acqua.

Quelli fissi sono invece vari tipi di impianti di spegnimento:

  • ad acqua pressurizzata (water mist)
  • sprinkler
  • CO2
  • schiuma
  • polvere
  • Novec 230
  • HFC 227 (FM 200)

Un sistema di compartimentazione stagno.

La sua presenza a bordo è giustificata in primo luogo dalla necessità di conservazione della galleggiabilità dell’imbarcazione.

Sono anche valide barriere in grado di contenere la propagazione degli incendi. Isolare un locale incendiato evita il rinnovo dell’ossigeno col ricambio dell’aria e agevola il soffocamento delle fiamme operato da sistemi e mezzi di estinzione.

Se le compartimentazioni stagne non sono previste, si deve ricorrere all’installazione di porte e serrande tagliafuoco.

In generale, qualsiasi attraversamento di divisione, come vie di sfuggita o condotte di ventilazione, non deve compromettere la tenuta al fuoco della divisione stessa.

Le condotte di ventilazione, in caso d’incendio, sono una via di passaggio dei fumi e dell’aria che, come sappiamo, alimenta il fuoco.

A tal fine all’estremità inferiore di ogni condotta deve essere installata una serranda tagliafuoco, in grado di chiudersi automaticamente in caso di incendio ma che possa al contempo essere chiusa anche a mano da entrambi i lati della divisione.

Quindi il sistema è costituito da impianti e dispositivi per il controllo e la soppressione del fuoco, ma anche sicure vie di fuga per le persone imbarcate.

Inoltre servono:

  • divisioni tagliafuoco
  • restrizione dell’uso di materiali combustibili
  • protezione degli spazi dedicati alle vie di fuga
  • disponibilità di mezzi estinguenti
  • riduzione di formazione di vapori infiammabili dalle casse e dalle cisterne.

La norma prevede la presenza di estintori, di natura omologata che, in generale, devono essere conservati in buono stato di manutenzione.

L’estintore nautico è utile a spegnere gli eventuali incendi che si possono generare a bordo delle imbarcazioni, mediante la nebulizzazione a pressione degli agenti estinguenti.

Oltre ad averlo, devi però anche seguire una rigorosa manutenzione. Solo così non avrai problemi in caso di necessità.

In presenza dell’indicatore, questo deve trovarsi nella zona verde, che mostra la posizione di carica.

Se vuoi controllare che la tua barca abbia un efficiente sistema antincendio e che gli estintori siano a norma, contattaci subito per richiedere una consulenza gratuita.

Ma qual è la scadenza di un estintore nautico? E quante tipologie vi sono in commercio? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Quali estintori usare in barca?

L’estintore per barca è tendenzialmente mobile, cioè può essere spostato nei diversi locali, in caso di necessità.

Ma esistono anche apparecchi fissi, che si attivano in automatico nel caso in cui i sensori percepiscano la presenza di fumo.

Per le imbarcazioni da diporto esistono principalmente due tipologie di estintori:

  • quelli fissi, che normalmente sono a CO2 o ad acqua, che si attivano automaticamente nel momento in cui i sensori rivelano del fumo;
  • quelli mobili, ovvero gli estintori, che possono essere collocati e spostati a mano a bordo dei vari locali.

Normalmente i tipi di estintori utilizzati per le imbarcazioni da diporto sono i seguenti:

  • schiuma, poco adatti per le piccole imbarcazioni perché, per garantire efficienza, devono essere di grandi dimensioni; non possono essere utilizzati per gli impianti elettrici, ma solo per le classi di fuoco A e B, relative a liquidi e solidi;
  • CO2, estintore ad anidride carbonica; sono i dispositivi più adatti per impianti elettrici e gas infiammabili e non lasciano residui. Ma l’agente estinguente è tossico e non si devono respirare le esalazioni;
  • polvere sono quelli più utilizzati; devono essere controllati spesso, poiché la polvere potrebbe amalgamarsi sul fondo e non essere utilizzabile. Per questo deve seguire rigorosamente la manutenzione prevista.

Breve nota sull’agente estinguente che ti circonda, l’acqua di mare.

L’acqua di mare è l’estinguente più utilizzato a bordo delle navi. Ha notevoli vantaggi, come la disponibilità illimitata e l’atossicità sua e dei vapori che genera.

L’acqua è in grado di contrastare l’azione del fuoco riducendo la temperatura del combustibile e producendo un’atmosfera inerte.

Inoltre, crea un vapore che a pressione atmosferica ed alle alte temperature della fiamma ha un elevato volume specifico.

Così, il vapore satura il volume sopra il fuoco spostando l’ossigeno ed i vapori infiammabili, favorendo lo spegnimento per soffocamento.

Lo spegnimento con acqua può essere fatto sia con un getto compatto che polverizzato (acqua frazionata).

Il getto pieno si presta allo spegnimento di incendi di combustibili solidi. L’acqua raffredda la sostanza che brucia, inzuppandola ed inibendo quindi la formazione di vapori.

Questo sistema è molto usato perché permette di raggiungere, con le lunghe gittate, zone non facilmente accessibili. L’efficacia è però ridotta dalla dispersione del getto e dal fatto che spesso l’acqua non è l’agente estinguente adatto per ogni tipo di incendio.

Il getto d’acqua si usa anche per raffreddare dall’esterno le superfici del compartimento in fiamme, così da ostacolare la diffusione dell’incendio.

Un aumento della capacità di spegnimento si realizza con la nebulizzazione del getto. La superficie di scambio di calore fra le gocce d’acqua e il combustibile è maggiore. Si ottiene così il soffocamento del fuoco con il vapore.

Inoltre, la pioggia di acqua nebulizzata favorisce il raffreddamento anche dei gas presenti sul fuoco, diminuendo la diffusione del calore. In questa forma l’acqua si presta all’estinzione di incendi di combustibili liquidi.

Quindi, per fartela breve, l’acqua è efficace per incendi di solidi ed esercita un’azione combinata di raffreddamento e soffocamento. Nel caso di combustibili liquidi può avere un effetto diluendo il liquido che brucia.

Nell’acqua per lo spegnimento di incendi possono essere perciò aggiunte sostanze detergenti ottenendo un vantaggio sia nell’uso di acqua nebulizzata, sia nella formazione di schiume.

Altro aspetto da affrontare è la scadenza dell’estintore nautico.

Questi apparecchi non scadono, ma perdono di carica, il che vuol dire che non sono in grado di lanciare il materiale estinguente fuori dalla bombola.

Tale fatto è percepibile attraverso il manometro posto sotto il manico, la cui lancetta si sposta dalla zona verde a quella rossa. Quando ciò avviene è necessario farli ricaricare.

Infine, il numero di estintori minimo da avere a bordo e la loro classe di potenza varia in base a vari elementi come:

  • tipo di imbarcazione
  • numero dei vani
  • potenza del motore
  • distanza di navigazione dalla costa.

La normativa

L’estintore portatile o parte del sistema fisso antincendio, deve essere marcato CE secondo la Direttiva 97/23/CE in materia di attrezzature a pressione.

La marcatura CE si riferisce al “contenitore”, alla sua tenuta strutturale, nel caso che la pressione massima ammissibile sia superiore a 0,5 bar. Non riguarda quindi tipologia, qualità e capacità estinguente dell’estintore.

Di conseguenza, tale “prodotto” deve essere anche corredato della dichiarazione di conformità alla citata direttiva, rilasciata dal fabbricante.

Per rispettare la normativa in vigore relativa alle unità da diporto, ti basterà avere a bordo un estintore nautico con potenza di classe 34 BC.

Tuttavia, ti consiglio di tenere a portata di mano anche un estintore ad anidride carbonica. Come ti ho già accennato, è particolarmente utile in caso di apparecchiature elettriche o elettroniche. Infatti non lascia residui e permette di recuperare le cose non danneggiate dalle fiamme.

Secondo la normativa vigente, le imbarcazioni che devono essere provviste di estintore sono quelle dotate di motore.

Non si richiede la revisione periodica, ma è importante preservare l’apparecchio in buono stato.

Se vuoi controllare lo stato dei tuoi estintori presenti sulla barca o farli revisionare, contattaci subito per richiedere una consulenza gratuita.

Ora qui si apre in realtà un discusso problema interpretatitvo.

Il regolamento D.M. 146/2008 di attuazione del Codice della nautica dispone infatti che “la verifica periodica degli estintori non è richiesta. Il controllo consiste nell’accertamento del buono stato di conservazione e l’indicatore di pressione, quando esiste, deve essere nella posizione di carico (zona verde)”.

Il disposto è molto chiaro e non lascia margine a dubbi. Gli estintori, compresi quelli marcati CE 97/23/CE, se usati a bordo di unità da diporto, non hanno l’obbligo di essere “revisionati”.

E’ però molto discutibile il fatto che la norma sul diporto, dettata da un decreto ministeriale, abbia una rilevanza giuridica maggiore di una direttiva nazionale.

La questione ha portato anche molte multe e sanzioni in assenza cartellino di validità e controllo.

Quindi non ti stupire, d’altronde siamo in Italia. Tu rispetti la legge e hai tutto in regola. Ma in caso tu incappi in un controllo da parte di chi fa prevalere la normativa nazionale, ti ritrovi con una bella multa.

Se vuoi stare tranquillo ed evitare brutte sorprese mentre sei rilassato in mare con gli amici o la famiglia, contattaci per richiedere una consulenza gratuita.

Andiamo avanti e vediamo ora l’omologazione e la classificazione dell’estintore.

Per i prodotti destinati al diporto, non esiste un’approvazione specifica.

Il vecchio regolamento di sicurezza della nautica 232/94, da tempo abrogato, stabiliva le caratteristiche degli estintori e degli impianti antincendio con opportuni decreti ministeriali. Nessuno però li ha mai emanati.

E questo anche per l’entrata in vigore della Direttiva 94/25/CE riguardante la marcatura CE delle unità da diporto e dei componenti.

Attualmente, il DMI del 7 gennaio 2005 detta le “norme tecniche e procedurali per la classificazione ed omologazione di estintori portatili”. È valido per tutti gli ambiti non coperti da “disposizioni” specifiche, come la nautica.

Le norme precedenti al decreto 2005 sono state abrogate e si è anche concluso il periodo di “moratoria”. Questo consentiva la commercializzazione di estintori per il diporto di vecchia “generazione”.

La valutazione delle caratteristiche, delle prestazioni e la classificazione degli estintori portatili, si effettua secondo la norma UNI EN3/7:2004. Per la manutenzione il riferimento è la UNI 9994:2003.

In sintesi, gli estintori portatili, del peso non superiore a 18 kg, devono essere dichiarati dal produttore conformi al prototipo omologato.

Il richiamo all’omologazione è riportato sul recipiente, insieme all’anno di costruzione, numero di matricola e codice del costruttore, punzonati.

In riferimento alle norme di omologazione, l’estintore portatile è soggetto a controlli semestrali, revisioni e collaudi.

Ovviamente, come ti ho detto prima, facendo valere quanto disposto dal regolamento 146/2008, gli estintori per uso nautico risultano esenti da queste verifiche.

Ma lascia che ti dia un consiglio. Anche se l’estintore si presenta in buono stato di conservazione, fai almeno le revisioni periodiche, con sostituzione della carica.

Hanno una cadenza più diluita nel tempo, secondo lo schema qui sotto:
– estintore polvere 36 mesi;
– ad acqua o schiuma 18 mesi;
– CO2 60 mesi;
– ad idrocarburi alogenati 72 mesi.

Cosa fare per evitare un incendio a bordo.

Un incendio si può sviluppare sulle imbarcazioni da diporto per svariati motivi come:

  • malfunzionamenti di apparecchiature elettriche o meccaniche che portano a riscaldamenti di superfici a contatto con materiali combustibili;
  • cause accidentali legate a lavorazioni con fiamma (saldatura o taglio);
  • scintille generate da impianti elettrici o da cariche elettrostatiche;
  • mancanza di precauzione nello stivaggio di gas infiammabili;
  • liquidi che emettono vapori infiammabili;
  • materiali solidi che reagiscono con l’aria dando origine ad incendi per auto−combustione (per esempio il solfato di ferro).

E’ importante, dunque, osservare una serie di comportamenti precauzionali. Anche se sei esperto, evita di fumare durante i rifornimenti e conserva taniche di carburante o bombole del gas lontano da fonti di calore.

Ti consiglio anche di controllare l’efficienza dell’impianto elettrico e il funzionamento dell’elettro-estrattore, coprire i poli delle batterie e staccare i cavi in caso di sosta.

Infine, è buona norma avere su una parete del vano motore un foro, attraverso il quale inserire l’ugello dell’estintore per spegnere un eventuale incendio.

 

Se vuoi controllare che la tua barca abbia un efficiente sistema antincendio e che gli estintori siano a norma, contattaci subito per richiedere una consulenza gratuita.