Il Sistema delle attrezzature e impianti antincendio è vasto e comprende strumenti molto diversi tra loro, ognuno con la sua funzione e specificità.

Non sta a te conoscerli tutti. Tecnici e manutentori antincendio lo fanno di lavoro e ci pensano loro a vigilare sulla sicurezza tua e della tua azienda.

Ma proprio perché è in gioco la tua sicurezza, credo che dovresti avere tutti gli strumenti per poter vigilare sul loro operato.

Come già ti ho descritto nell’articolo sugli idranti, sono attrezzature che rientrano a pieno titolo nei sistemi di protezione attiva antincendio. Sono quella che chiamo “la seconda linea di difesa”: quando gli estintori non riescono a domare il principio di incendio, servono misure più drastiche.

In questo articolo voglio chiarirti più nel dettaglio la differenza tra i due principali strumenti che costituiscono la seconda linea di difesa attiva contro gli incendi: idranti e naspi.

Idranti

Gli idranti sono strumenti per l’erogazione dell’acqua per spegnere il fuoco in caso di incendio sia in esterno che all’interno. Sono normati dalla UNI EN 671/2 e si suddividono in:

  • Sottosuolo
  • Soprasuolo o a colonna
  • A muro.

Gli idranti a muro hanno una tubazione appiattibile di diversi diametri, come 45 per gli interni e fino a 70 per gli esterni. A parità di pressione, un diametro più grande può trasportare più litri al minuto. La manichetta ha in genere una lunghezza di 20 metri.

La tubazione si aggancia da un lato alla rete idrica, mentre all’estremo opposto ha una lancia per l’erogazione dell’acqua. La lancia può anche frazionare o intercettare il getto.

L’idrante a muro deve essere collocato in una cassetta dotata di porta o lastra infrangibile (safe-crash). La cassetta deve permettere un facile accesso. Dovrà quindi sempre contenere:

  • tubazione flessibile (manichetta)
  • sella idonea alla manichetta
  • rubinetto con valvola di intercettazione
  • lancia multieffetto

I Soprasuolo o a Colonna si trovano invece all’esterno con diametri dai 45 ai 70 DN. In un unico presidio si possono avere attacchi con diametro diverso.

Tutti gli elementi devono essere conservati nella cassetta “corredo idrante”:

  • manichetta
  • sella
  • lancia multieffetto
  • chiave esagonale per svitare i tappi e azionare il getto

Ci sono poi i Sottosuolo, installati solo all’esterno in appositi pozzetti. Spesso si preferiscono a quelli a Colonna perché non hanno parti sporgenti e non ostacolano i veicoli.

Anche questi devono essere dotati di una la cassetta di corredo. Al posto della chiave esagonale, hanno però una “valvola di azionamento” indispensabile anche per l’apertura del pozzetto.

Naspi

I naspi sono invece una tipologia particolare di idranti, con caratteristiche specifiche e normati dalla UNI EN 671/1, che ne definisce la progettazione e istallazione. A loro volta si suddividono in due categorie:

  • Naspi da Incasso o da muro
  • Naspi da Veicolo

Il Naspo da incasso o da muro, permette di affrontare gli incendi in spazi chiusi e per questo viene installato all’interno degli edifici.

La tubazione semirigida misura dai 15 ai 30 metri e si arrotola su una bobina manovrabile su un angolo di 180°. In questo modo si può direzionare in modo scorrevole verso il punto su cui bisogna intervenire.

Il tubo da un lato è collegato al rubinetto della rete idrica e dall’altro alla lancia. L’erogazione dell’acqua è quindi istantanea. Lìimpianto è progettato per almeno 50 litri di acqua al minuto a una pressione di 1.5 bar.

La semi-rigidità del tubo permette di srotolarlo anche solo in parte senza intralciare la sua funzionalità.

L’attrezzatura deve essere installata nella “cassetta Naspo”. Questa mantiene l’integrità e garantisce il movimento completo della bobina al momento dell’apertura.

Il Naspo da Veicolo si trova appunto nei veicoli dei Vigili del Fuoco o della protezione civile e collegato al serbatoio d’acqua del mezzo.

La tubazione è semirigida, ma con una lunghezza che varia dai 50 ai 200 metri. Il movimento della bobina, dove viene arrotolato il tubo, mantiene i 180° d’angolo per direzionare il getto d’acqua. In alcuni casi la bobina è dotata di un avvolgi tubo automatico elettrico.

Come forse già ti stai immaginando, il naspo è più pratico e più semplice da usare rispetto alla manichetta dell’idrante. Può essere srotolato per la distanza che serve, pur avendo una portata inferiore.

Cartellonistica

Tutti gli impianti e le attrezzature antincendio devono avere un’idonea e specifica cartellonistica. Secondo il Decreto Legislativo 81 i pittogrammi nei cartelli segnaletici devono essere chiari e semplici. Devi metterli in un luogo ben visibile e senza ostacoli, magari con delle spie luminose nel caso di scarsa visibilità.

I pittogrammi legati ai dispositivi della rete idrica, di interesse per le aziende, sono questi qua sotto:

Tutti i presidi esterni devono avere anche un divieto di sosta e di stoccaggio di merce ben visibile. In questo modo se ne garantisce l’accesso in caso di necessità.

Manutenzione e controlli

Non mi stancherò mai di ricordarti quanto sia fondamentale la manutenzioni di tutti gli impianti e attrezzature antincendio.

Puoi avere tutte le dotazioni e i presidi previsti dalla legge, ma se poi non sono efficaci in situazioni di emergenza o in caso di controllo è tutto inutile.

Devi quindi sempre assicurarti che sia tutto a posto e sotto controllo. Ecco quindi tutte le verifiche e i controlli che devi assicurarti di fare o far fare.

La manutenzione di Naspi e Idranti è regolata dalla norma UNI 671/3 e si svolge in tre fasi:

  • Sorveglianza
  • Controllo e Manutenzione
  • Registrazione

La sorveglianza è di responsabilità dell’addetto antincendio presente in azienda.

Ha cadenza mensile ed è un controllo preliminare, ma importantissimo. Serve a verificare che il dispositivo sia collocato correttamente, accessibile, visibile e senza ostacoli e segni di deterioramento come corrosione o perdite.

Invece i manutentori competenti devono eseguire i controlli e le manutenzioni con cadenza semestrale.

In questo caso la check list delle verifiche è un po’ più lunga, ecco alcuni punti principali:

  • istruzioni d’uso chiare e leggibili
  • collocazione chiaramente segnalata
  • attrezzatura accessibile e non danneggiata
  • getto d’acqua costante e sufficiente
  • srotolamento della tubazione per eventuali screpolature, deformazioni, logoramenti o danneggiamenti
  • per i naspi orientabili, corretta rotazione delle bobine in entrambe le direzioni
  • sui naspi, valvola di intercettazione adeguata e di facile manovrabilità
  • condizioni della tubazione di alimentazione idrica
  • stato della cassetta
  • controllo della lancia erogatrice

Se il manutentore riscontra anomalie e danni deve mettere su idranti e Naspi l’etichetta “FUORI SERVIZIO” e dovrà informarti per poi procedere con i lavori.

Le verifiche degli idranti soprasuolo e sottosuolo, secondo la UNI 10779 e 671/3, si svolgono come per quelli a muro. Il manutentore in più dovrà controllare gli elementi della cassetta di corredo, la manovrabilità della valvola,l’apertura dei tappi, il sistema di drenaggio antigelo e la presenza della cartellonistica.

Le manutenzioni hanno cadenza semestrale. Inoltre una volta all’anno deve essere eseguito il collaudo funzionale. Attento, questo è un passaggio importante, che spesso viene tralasciato. Hai mai visto srotolare le tue manichette e i Naspi e testarli?

Il collaudo consiste proprio nel mettere la tubazione semirigida dei Naspi (UNI EN 694) o appiattibile degli idranti (UNI EN 14540) alla pressione di esercizio della rete.

Quando possibile, si può fare ad aria fino a pressioni di 6 bar. In questo modo si evita di bagnare le tubazioni che, in caso di un’asciugatura non corretta, potrebbero deteriorarsi.

Però, se le pressioni dell’impianto sono superiori bisogna per forza ricorrere al collaudo idraulico.

Ogni anno devi anche far effettuare la prova di funzionalità degli idranti a muro e dei naspi. Il manutentore deve controllando che portata e gittata siano costanti e sufficienti. Si può usare anche un tronchetto di tubazione con le stesse caratteristiche.

Ogni 5 anni è poi inevitabile, come previsto dalla norma UNI EN 671/3, il collaudo generale. In questa operazione il manutentore mette alla massima pressione di esercizio 12 Bar la tubazione flessibile o semirigida.

L’ultimo passaggio è la stesura del registro antincendio. In questo documento verranno riportati i dettagli relativi ai controlli, manutenzioni ed eventuali sostituzioni. I dati che devono essere riportati sono i seguenti: 

  • data
  • risultato
  • elenco e data di installazione dei ricambi
  • eventuale necessità di ulteriori azioni
  • data del prossimo controllo e manutenzione
  • identificazione di ogni naspo e idrante

Hai mai controllato che sia tutto a posto? Se ti stanno venendo dei dubbi sul lavoro del tuo manutentore o sulla stato di efficienza dei tuoi impianti, non aspettare ad agire. Smetti di rimandare! Contattaci subito per una consulenza gratuita.